Un balzo di quasi il 6% in avvio per il Brent, fino a un picco di 81,40 dollari al barile, massimo da 5 mesi. Ma la fiammata lunedì 23 è durata poco. Segno che i mercati petroliferi non sposano l’allarmismo imperante sull’ipotesi di un blocco dello Stretto di Hormuz. Così l’ondata iniziale di acquisti – quasi scontata dopo i raid dell’aviazione Usa in Iran nel fine settimana – si è esaurita in breve tempo e le quotazioni del greggio hanno ripiegato intorno a 75 dollari, in leggero ribasso rispetto a venerdì 20.
Petrolio, l’allarme Hormuz mette in ombra rischi più concreti
Un blocco dello Stretto da parte dell’Iran è ipotesi remota. Ma questo non significa che l’offerta petrolifera sia al riparo da possibili interruzioni. Magari provocate dalla stessa Teheran, con azioni meno difficili da realizzare e meno autolesioniste










