Sulla tragedia di Crans-Montana non torna nulla. E ci sia concesso di sospettare che ci sarà un tempo in cui sarà fatta chiarezza e tornerà tutto, se non qualcosa. In un primo momento a molti risultò incomprensibile il fatto che il signor Jacques Moretti fosse stato lasciato libero di scorrazzare dove voleva e di fare ciò che voleva per ben dieci giorni prima di essere arrestato. Uno che viene arrestato perché c’è il pericolo di fuga viene lasciato libero, per dieci giorni, di fuggire? Poi viene messo in carcere per qualche giorno, viene pagata una cauzione che non ci è dato sapere da dove venga, comunque in contanti, e non gli viene applicato neanche il braccialetto. Quindi, ipoteticamente, questo signore è libero di scorrazzare dove vuole e di continuare, eventualmente, a inquinare le prove che, ci pare, ci sia stato ormai il tempo di inquinare a dovere.
Da alcuni giorni si discute ferocemente riguardo alle azioni dell’Ice a Minneapolis e alla possibilità che alcuni uomini dell’agenzia arrivino in Italia in occasione delle Olimpiadi invernali. Ma sappiamo tutti benissimo che, in realtà, non si discute dell’Ice bensì del solito, vecchio tema: il fascismo. Si desume chiaramente dalla lettura dei giornali, dalle dichiarazioni dei politici e dal palese e patetico doppiopesismo che viene esibito dal fronte progressista. Siamo tutti d’accordo sul fatto che le brutalità poliziesche siano deprecabili, ma sappiamo anche - tutti quanti, e benissimo - che i nostri agenti si comportano molto diversamente, salvo rare eccezioni, e che l’Ice non verrà in Italia per rastrellare clandestini o per sparare agli iscritti di Pd o di Avs. Eppure continuiamo a sentire lamenti, dichiarazioni indignate e allarmi a tamburo battente.













