Neppure adesso che è indagato per omicidio plurimo, lesioni e incendio colposi, il sindaco di Crans-Montana decide di fare un passo indietro. O meglio finge di farlo. Ieri mattina Nicolas Féraud, ha comunicato al Consiglio di essere sotto accusa per il rogo al Constellation nel quale, la notte di capodanno, sono morte 41 persone e altre 115 sono rimaste ferite. Ma, dopo la convocazione «di crisi», avvenuta all’indomani della notizia dell'avviso di garanzia che la procura gli ha notificato il 5 marzo, il primo cittadino «si è offerto spontaneamente di astenersi per il resto della seduta». Poi, «per garantire la gestione dei fascicoli relativi» al rogo e alla sicurezza di competenza del Comune, «l’esecutivo ha nominato il consigliere Sébastien Rey». Una scelta «alla luce della sua vasta esperienza manageriale acquisita come funzionario di stato maggiore e come dirigente d'azienda».

Una nota del Consiglio ha sottolineato che Féraud «continua a lavorare con serenità, trattandosi di un'eventualità per la quale l’esecutivo si era preparato». Féraud dovrà presentarsi il prossimo 13 aprile davanti ai pm e alle decine di avvocati delle parti lese, ma ha stabilito che «conserva tutte le sue prerogative per la gestione degli affari correnti» mentre si asterrà dal trattare «tutti gli aspetti legati alla gestione delle conseguenze della tragedia del primo gennaio» con «effetto immediato» e finché sarà sotto inchiesta. Questo poiché lo stesso «Consiglio comunale opera per l'accertamento dei fatti e delle responsabilità collaborando con il pubblico ministero».