Una catena infinita di errori, ma soprattutto di ritardi imperdonabili che stanno alzando un velo inquietante sulle indagini di Crans-Montana. Decine di avvocati delle vittime, media internazionali e istituzioni denunciano, come riporta ilCorriere, ritardi inspiegabili, passaggi opachi e gravi omissioni da parte della Procura di Sion, guidata da Béatrice Pilloud.Il primo provvedimento concreto – carcere per Jacques Moretti (proprietario del locale) e obbligo di firma per la moglie Jessica – arriva solo il 9 gennaio, nonostante l’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado avesse già definito il reato “troppo grave” per non giustificare arresti immediati in Italia. La Neue Zürcher Zeitung (NZZ) ha stilato un elenco di lacune: nessuna autopsia ordinata nelle prime ore, nonostante le ripetute richieste delle famiglie. Solo il 14 gennaio la Procura ammette: “Non è stato emesso alcun ordine di autopsia al dipartimento di medicina legale”.
Nelle ore successive ne vengono disposte due, costringendo la famiglia del 18enne Tristan Pidoux a sospendere i funerali per la confisca della salma. Delle altre vittime, nessuna notizia su autopsie eseguite. Le perquisizioni nelle abitazioni dei Moretti risultano formalmente emesse il 1° gennaio, ma la casella di ricezione è vuota: “Sembra che il provvedimento non sia mai stato eseguito”, scrive NZZ.








