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15 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 12:08

Non è bastata la revoca del coordinamento dell’indagine al pubblico ministero inizialmente incaricato. Gli avvocati che rappresentano le famiglie delle vittime del rogo di Crans-Montana hanno depositato una formale richiesta di ricusazione dell’intera Procura di Sion, chiedendo la nomina di un procuratore esterno al Cantone del Vallese. Un atto senza precedenti nel procedimento, che segna un nuovo e durissimo scontro istituzionale a pochi giorni dalla tragedia costata la vita a 40 persone.

L’istanza è stata presentata il 10 gennaio dall’avvocata di Losanna Miriam Mazou e poggia sulle gravi criticità riscontrate nella fase iniziale dell’inchiesta. Secondo i legali, la gestione delle indagini avrebbe compromesso fin dall’inizio la fiducia delle famiglie nella capacità della Procura di condurre un procedimento imparziale e rigoroso. Intervistata dalla televisione pubblica svizzera Mazou ha spiegato che il diritto vallesano prevede esplicitamente la possibilità di nominare un procuratore esterno in presenza di “motivi importanti”. In questo caso le motivazioni sono la portata della tragedia e il fatto che le indagini devono riguardare anche l’operato delle autorità vallesane. La lentezza inziale, il mancato arresto all’inizio dei titolari, l’atteggiamento anche delle istituzioni locali, ha profondamente colpito i parenti delle vittime e imposto ai legali incaricati di scontrarsi sin dall’inizio con gli inquirenti svizzeri.