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28 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 9:45

Fin dall’inizio, l’inchiesta svizzera sulla strage di Capodanno a Crans-Montana è apparsa agli avvocati di parte civile delle 40 vittime e degli oltre 100 feriti segnata da ritardi, omissioni e zone d’ombra difficili da ignorare. Tanto che con un’istanza è stata chiesta dai legali la ricusazione della procura di Sion e l’affidamento a un procuratore speciale per le indagini sul rogo del Constellation. A distanza di settimane, dalle carte depositate e dalle nuove testimonianze emerge un quadro che alimenta dubbi non solo sull’operato dei gestori del locale, ma anche sulla tempestività e sull’efficacia dei controlli e delle indagini successive all’incendio

Uno dei punti più critici resta il sequestro dei beni di Jacques e Jessica Moretti. La Procura cantonale di Sion ha impiegato due settimane per bloccare il patrimonio della coppia, un tempo che appare sproporzionato rispetto alla gravità dei fatti. L’ordine di sequestro, datato 15 gennaio, riguarda i quattro immobili acquistati dai Moretti in appena quattro anni: i tre locali di Crans-Montana – Le Constellation, Le Senso e Le Vieux Chalet – e la villetta di famiglia, per un valore complessivo stimato attorno ai cinque milioni di franchi. Immobili quasi interamente ipotecati, dunque difficilmente alienabili, ma comunque potenzialmente a rischio. Un ritardo già registrato con il sequestro dei device dei due coniugi: computer e telefoni sequestrati tra il 9 e il 14 gennaio.