A 28 giorni dal rogo che ha ucciso 40 persone e ne ha ferite 116, si allarga davvero l’inchiesta della procura di Sion, che finora ha visto coinvolti soltanto i proprietari del bar Constellation, teatro del disastro. Le indagini arrivano all’amministrazione comunale di Crans-Montana. Anche se non al suo vertice. Dopo Jacques e Jessica Moretti, per i quali sono stati ipotizzati i reati di omicidio plurimo, lesioni e incendio, i pm hanno iscritto sul registro degli indagati l’ex responsabile della sicurezza del Comune, che nel 2018 e nel 2019 aveva eseguito i controlli, poi dimenticati per cinque anni. E che, soprattutto, ha dimenticato di verificare se le prescrizioni imposte nell’ispezione del 2018, e riscontrate ancora nel 2019, fossero state eseguite. Moretti, nel suo interrogatorio, ha sostenuto che non fossero stati fatti rilievi, circostanza che risulta invece dagli atti. Di certo, nulla era emerso sulla schiuma fonoassorbente che, a Capodanno ha causato. Il nuovo indagato sarà interrogato il 9 febbraio.
Le autorizzazioni richieste al Comune di Charmignon (allora competente) nel 2015, quando i Moretti prendono in gestione il bar, hanno riguardato soltanto l’installazione della veranda, che tra l’altro doveva essere amovibile. In un documento del 26 settembre 2015, i servizi comunali e cantonali del fuoco formulano solo due richieste: la porta esistente sul lato ovest deve essere considerata un’uscita di emergenza e la capienza massima del ristorante, veranda compresa, limitata a 100 persone. La festa per l’inaugurazione del locale è a dicembre 2015, anche se, solo nel febbraio 2016, viene rilasciata “per forma” l’autorizzazione di esercizio, che attesta la conformità dell’attività. Nel 2016, quando viene controllata solo la veranda, emergono numerose irregolarità: personale non formato, assenza di test di evacuazione, segnaletica degli estintori da correggere entro tre mesi e, soprattutto, il mancato rispetto del limite massimo di persone, considerato un problema urgente. Il 13 maggio 2019 un altro “rapport d’inspection” del Comune si conclude con esito «positivo», ma vengono ordinate alcune misure, una immediata, riguarda la «limitazione del numero di persone». Le altre da rispettare entro 3 mesi: «Eseguire controlli periodici», chiarire l’esatta posizione «delle attrezzature antincendio», «adeguare la sala fumatori» alle norme. E sostituire le pareti in legno delle scale, perché infiammabili. L’intervento, però, non è mai stato realizzato, così come le altre correzioni richieste.












