Non soltanto Ken Jacquemoud, responsabile della sicurezza del Comune di Crans-Montana dal 2019 al 2024, e oggi a capo dello stesso settore per la valle dell'Illiez, la procura di Sion, che indaga per omicidio plurimo, lesioni e incendio colposi, a carico dei titolari del bar dove il primo gennaio sono morte 40 persone e altra 116 sono rimaste ferite, dopo Jacques e Jessica Moretti, ha messo sotto accusa anche Christophe Balet, il funzionario che ha preso il posto di Jecquemoud e che lo scorso 3 gennaio ha trasmesso alla polizia, su richiesta della procura, la documentazione relativa a permessi, autorizzazioni e ispezioni dell’edificio sede del Constellation. Sarà interrogato il 6 febbraio, mentre tre giorni dopo toccherà al predecessore. Sono i due responsabili dei mancati controlli a partire dal 2019, quando le ispezioni dell’amministrazione si sono concluse con piccole prescrizioni e non hanno neppure preso in considerazione il materiale infiammabile collocato sul soffitto del bar. Tuttavia, dal 2019, anche sugli obblighi da ottemperare entro tre mesi non sono state fatte verifiche. Ma le indagini sul Comune si estenderanno ancora, lo scrivono con chiarezza il procuratore aggiunto Catherine Seppey e i pm che indagano sul rogo, nell’ordinanza con la quale hanno respinto il riconoscimento dell’amministrazione nel procedimento. Non come parte civile, ipotesi che era già stata respinta, ma come semplice attore, un istituto giuridico che avrebbe consentito al Comune di partecipare agli atti di indagine attraverso un legale.