Prima svolta nelle indagini sul rogo di Crans Montana, in cui sono morte 40 persone e 116 sono rimaste ferite. Dopo Jacques e Jessica Moretti, proprietari del discobar teatro del rogo e accusati di incendio, lesioni e omicidio colposi, la Procura del Vallese ha iscritto nel registro degli indagati uno degli ex responsabili della sicurezza del Comune di Crans-Montana. Secondo quanto appreso dalla tv svizzera RTS, l'uomo, incaricato di diversi controlli antincendio nel bar Constellation, sarà ascoltato il 9 febbraio. Il suo avvocato, David Aïoutz, ha confermato la notizia.
I mancati controlli
Da cinque anni, infatti, l’amministrazione si era 'dimenticata' di effettuare il periodico controllo sul rispetto delle normative in quel locale nel pieno centro della stazione sciistica. Sono infatti del 2018 e 2019 gli ultimi sopralluoghi a cui hanno partecipato il capo dei vigili del fuoco e il responsabile della sicurezza.
Crans-Montana, i messaggi audio di Moretti al collaboratore: "Dimmi se la schiuma cade dal soffitto"
"Non ci furono rilievi", aveva raccontato durante l’ultimo interrogatorio lo stesso Jacques Moretti, ora fuori dal carcere dopo il pagamento della cauzione da 200mila franchi da parte di un amico rimasto anonimo. Nessun controllo o domanda neppure sulla schiuma fonoassorbente, andata a fuoco nella notte di Capodanno. Ad ammettere le responsabilità del Comune era stato lo stesso sindaco Nicolas Féraud già il 6 gennaio nella conferenza stampa delle polemiche, quella in cui si rifiutò di chiedere scusa alle vittime. Sul punto il primo cittadino della nota località sciistica è tornato ieri nel corso di un'intervista: "Sono colpevole agli occhi di molta gente. Il pubblico ministero stabilirà le responsabilità di ognuno, inclusa la mia e la affronterò. Umanamente, e senza speculare su quello che dirà la giustizia, sento il peso della responsabilità".











