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29 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 11:00

Salgono a quattro gli indagati per la strage di Crans-Montana, dove nella notte di Capodanno un rogo è esploso all’interno del bar Le Constellation, dove sono morte 40 persone e 116 sono rimaste ferite. Dopo i coniugi Jacques e Jessica Moretti – nei cui confronti la procura ipotizza i reati di omicidio, lesioni e incendio colposi – e un ex funzionario del Comune svizzero, anche l’attuale responsabile comunale per la sicurezza pubblica è indagato. Secondo quanto riferiscono alcuni media francofoni, quest’ultimo indagato sarà interrogato dalla procura di Sion venerdì 6 febbraio. Il suo interrogatorio è legato al fatto che il comune di Crans-Montana non ha effettuato ispezioni al bar Le Constellation dal 2019. Sono infatti del 2018 e 2019 gli ultimi sopralluoghi a cui hanno partecipato il capo dei vigili del fuoco e il responsabile della sicurezza. “Non ci furono rilievi”, ha raccontato Jacques Moretti nell’ultimo interrogatorio. Nemmeno sulla schiuma fonoassorbente, andata a fuoco il primo gennaio.

Ad ammettere la responsabilità del Comune è stato lo stesso sindaco Nicolas Féraud già il 6 gennaio nella conferenza stampa delle polemiche, in cui si rifiutò di chiedere scusa alle vittime. E lo ha ripetuto ieri in un’intervista: “Sono colpevole agli occhi di molta gente. Il pubblico ministero stabilirà le responsabilità di ognuno, inclusa la mia e la affronterò. Umanamente, e senza speculare su quello che dirà la giustizia, sento il peso della responsabilità“. Dopo questa nuova svolta investigativa, la procura di Sion si prepara a dare attuazione a quella collaborazione con la magistratura italiana, chiesta dal Governo italiano e autorizzata ieri dall’Ufficio federale di giustizia (Ufg) elvetico. Gli inquirenti del Cantone Vallese e la procura di Roma sono ora più vicine a un incontro che potrebbe avvenire a metà febbraio. Ma, sul fronte diplomatico, per ora l’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado rimane a Roma, dopo essere stato richiamato sabato scorso all’indomani della scarcerazione di Jacques Moretti. Non rientrerà a Berna fino a quando non verrà costituita una squadra investigativa comune, come chiesto dalla premier Giorgia Meloni.