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9 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 16:06
Il cuore dell’inchiesta sulla strage di Capodanno a Crans-Montana – che ha visto oggi l’arresto di Jacques Moretti, titolare del Costellation – non è più soltanto l’incendio che ha ucciso 40 persone e ferito oltre cento giovani. È anche ciò che sarebbe successo dopo. Nelle ore immediatamente successive al rogo del locale in cui stavano festeggiando per lo più giovanissimi, secondo quanto denunciato dagli avvocati delle vittime, video, fotografie e contenuti digitali sarebbero stati cancellati o resi irraggiungibili. Un’azione che oggi rischia di pesare quanto le fiamme che hanno trasformato una notte di festa in una tragedia senza precedenti.
A puntare il dito è Sébastien Fanti, legale di diversi familiari delle vittime, che all’emittente pubblica svizzera Rts ha parlato di un errore gravissimo da parte delle autorità. “I gestori del locale avrebbero dovuto essere fermati immediatamente – ha spiegato – così da impedire qualsiasi manomissione delle prove”. Secondo Fanti, il fatto che i titolari siano rimasti inizialmente liberi avrebbe consentito loro di disattivare parti del sito web del locale e cancellare contenuti dai social network, materiali che avrebbero potuto fornire elementi cruciali sulle condizioni di sicurezza del bar, sull’allestimento degli interni e sull’uso di dispositivi pirotecnici.









