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15 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 9:34
Nuove testimonianze arrivano dai sopravvissuti al rogo del bar Le Constellation, avvenuto a Crans-Montana durante la notte di Capodanno. Dopo le indagini e la confessione di Jacques Moretti – proprietario del locale insieme alla moglie Jessica – che aveva ammesso di aver trovato chiusa la porta di servizio e di aver cambiato personalmente i pannelli fonoassorbenti tramite cui le fiamme si sarebbero propagate, emergono nuovi dettagli e responsabilità sull’incubo vissuto nella notte che è costata la vita a 40 persone.
“Tutti volevano uscire dalla stessa porta” racconta Camille, amica di Cyane Panine, la cameriera con il casco morta durante il rogo e su cui c’è un tentativo, respinto dalla famiglia e dall’avvocata, di addossare una responsabilità. “Non c’era un estintore, solo la musica che suonava. Una scena catastrofica” aggiunge la ragazza. I verbali mostrano il punto in cui sono state ritrovate le vittime: quasi la totalità – 34 morti su 40 – sono nell’imbuto dove l’angusta scala – che era stata dimezzata per far spazio ad altri tavoli – collegava seminterrato e piano terra. La scala, negli anni precedenti, era stata ridotta dalle sue già piccole dimensioni per aumentare la capienza del locale.









