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18 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 14:36
Proseguono le indagini degli inquirenti svizzeri sul rogo del bar Constellation di Crans-Montana. A scandire un nuovo capitolo nell’inchiesta sulla tragedia di Capodanno – 41 morti e oltre 100 feriti di cui moltissimi ancora ricoverati – è la testimonianza di chi quella notte era davanti agli ingressi del locale. Davanti agli investigatori della polizia di Sion, Jankovic Predrag, addetto alla sicurezza del locale che ha ricostruito le disposizioni ricevute nelle ore precedenti all’incendio. Dichiarazioni che, come in altri e da parte di altri testimoni, sono in contrasto con quelle dei due principali indagati i coniugi Jacques e Jessica Moretti.
Secondo quanto riferito, l’indicazione data al personale era chiara: le due porte di sicurezza dovevano restare chiuse, consentendo l’accesso e l’uscita esclusivamente dall’ingresso principale. Una scelta che, in condizioni normali, avrebbe potuto rispondere a esigenze di controllo degli accessi e sicurezza interna, ma che si è rivelata fatale nel momento in cui il fumo e le fiamme hanno invaso il seminterrato. Moltissimi corpi delle vittime sono stati trovati accatastati ai piede della scala. “Ho sentito parlare Jessica con i suoi collaboratori – ha raccontato agli inquirenti – dicevano che le porte dovevano rimanere chiuse”. Una frase che ora pesa come un macigno nell’economia dell’indagine, anche perché i due indagati nei loro interrogatori hanno fornito una versione completamente diversa.








