Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 14:57
“Non sono mai state fatte prove di evacuazione perché nessuno ci ha mai detto che dovevamo farle”. Arriva nell’aula universitaria di Crans-Montana la confessione di Jessica Maric Moretti, indagata con il marito Jacques per il rogo del Constellation dove nella notte di Capodanno hanno perso la vita 41 persone, perlopiù giovanissimi. Davanti agli inquirenti e a decine di avvocati delle parti civili, l’imprenditrice ha ricostruito i momenti immediatamente successivi allo scoppio dell’incendio, rispondendo alle domande sulle sue scelte in quei frangenti concitati. Alla richiesta di chiarire perché si fosse precipitata all’esterno del locale subito dopo l’inizio del rogo, Moretti ha spiegato: “Non si può andare contro un incendio. E la mia priorità era dare l’allarme, far evacuare le persone e chiamare i pompieri il più rapidamente possibile. Io stessa sono figlia di un pompiere ed è il mio riflesso”. Una risposta che punta a descrivere la sua reazione come istintiva e orientata all’attivazione dei soccorsi, non come un abbandono della gestione dell’emergenza all’interno del locale. Alcuni testimoni hanno invece detto che la donna sarebbe fuggita con la cassa.







