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14 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 10:19

“Improvvisamente ho sentito un movimento di folla. Ho visto una fiamma arancione vicino al bar e ai tavoli 60-61. Ho urlato “Tutti fuori!” e ho chiamato i pompieri alle 01:28″. Jessica Maric Moretti, titolare insieme al marito Jaques del locale di Crans-Montana, il 13 gennaio è stata sentita dalla magistratura svizzera nell’interrogatorio di garanzia. La donna, per cui sono state decise dal Tribunale di Sion alcune misure cautelari ma non l’arresto per la strage del Costellation, alla domanda se in passato fossero state utilizzate delle fontane pirotecniche sulle bottiglie ha risposto: “È una cosa che facciamo da sempre, da 10 anni. Sistematicamente, quando serviamo una bottiglia in sala, aggiungiamo un piccolo fuoco d’artificio alla bottiglia. Durano circa 20 secondi. Solo il personale se ne occupa”.

Secondo le dichiarazioni della donna ai pm, il personale usava fissare un elastico alla bottiglia insieme al fuoco d’artificio: dopodiché viene accesso con un accendino e la bottiglia viene servita al tavolo. “Spesso il fuoco d’artificio si spegne prima ancora di arrivare al tavolo del cliente”. Una compito che spetta ai camerieri, così come il ritiro delle candele: “Le misure sono di recuperare sempre i fuochi d’artificio. Non li lasciamo mai sul tavolo con i clienti. Appena si spengono, li prendiamo e li mettiamo in un bicchiere d’acqua”.