"Non sono scappata, ma mi sono precipitata fuori per chiamare i soccorsi": lo ha detto durante l'interrogatorio in procura Jessica Moretti, proprietaria insieme al marito Jacques, del Le Constellation a Crans-Montana, il locale andato a fuoco la notte di Capodanno non lasciando scampo a 40 persone. Parlando con la procuratrice aggiunta del Cantone Vallese Christine, l'imprenditrice avrebbe cercato quindi di allontanare sospetti e accuse da sé e dal marito. Entrambi i coniugi sono indagati per omicidio, lesioni e incendio colposi.
Sulle bottiglie di champagne con le fontane di luce messe sopra, proprio quelle che avrebbero innescato il rogo a contatto con il soffitto, la Moretti avrebbe subito provato a scaricare la responsabilità sui camerieri incaricati di portare quelle bottiglie: "Ho formato il personale sul rispetto delle procedure di sicurezza - avrebbe detto agli inquirenti -. Io dicevo ai ragazzi di stare attenti, di tenere le bottiglie inclinate. Ho dato direttive per non tenerle così alte".
CRANS-MONTANA, SOLO 530 EURO: L'ULTIMA FARSA DEI MORETTI
C'è un nuovo giallo sui coniugi Moretti, titolari del Constellation, il locale di Crans-Montana dove sono mor...
Secondo la versione della donna, una parte di responsabilità sarebbe stata degli addetti alla sicurezza - "avrebbero dovuto controllare i documenti e le uscite" - e anche di chi non ha effettuato i controlli: "L’indagine deve andare avanti sul Comune", avrebbe ribadito uno dei suoi legali. La colpa, insomma, sembra essere di tutti ma non sua o di suo marito.











