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22 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 13:04

Undici ore davanti ai magistrati, scandite da ricostruzioni, domande e anche emotività. Ma la linea difensiva di Jessica Maric Moretti, comproprietaria insieme al marito Jacques del bar Le Constellation di Crans-Montana, è chiaramente identica a quella del marito Jacques. Tutta colpa degli altri: i camerieri, quelli che ha venduto i panelli fonoassorbenti che hanno trasformato il locale in un camera a gas, il comune che aveva fatto i controlli. La donna, dopo il lungo confronto con gli inquirenti, ha lasciato la procura di Sion senza rilasciare dichiarazioni, ma dall’interrogatorio emerge una linea difensiva aggressiva che già su dovrà scontrare con le dichiarazioni opposte di altri testimoni.

Come Jacques, anche Jessica — indagata per omicidio colposo, lesioni e incendio colposo — respinge ogni accusa e prova a smontare, punto per punto, l’impianto dell’inchiesta che ruota attorno alla tragedia costata la vita a 40 giovani e che ha provocato 116 feriti. Una strategia che punta ad allargare il perimetro delle responsabilità, chiamando in causa appunto il Comune di Crans-Montana per i mancati controlli e il personale del locale per la gestione concreta di una serata rivelatasi fatale.