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14 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 9:39

“In pochi secondi il fuoco si è propagato all’intero soffitto e al piano superiore”. Dai racconti dell’orrore ad atti di indagine. Sono le dichiarazioni delle persone che hanno vissuto i minuti di panico, paura e fumo del devastante rogo del bar Le Costellation di Crans-Montana, dove morte 40 persone. È una ragazza di 15 anni a pronunciare una delle frasi che più di tutte restituiscono la velocità con cui la notte di Capodanno si è trasformata in una trappola mortale. Alcune simulazioni ipotizzano tra i 140 e i 160 secondi. L’adolescente, che come altri ragazzi festeggiava, stava filmando quando le scintille delle bottiglie colpiscono il soffitto ricoperto incautamente di pannelli fonoassorbenti non ignifughi. Anche lei come altri non avrebbe potuto essere lì: “Basta mostrare la carta d’identità dicendo che avevamo 16 anni e l’addetto ci fa entrare”.

Quando le fiamme e il fumo riempiono il sotterraneo il problema non è solo ciò che brucia, ma ciò che non si apre: come documentato dagli inquirenti c’erano un tavolino che bloccava l’uscita di sicurezza. Un ostacolo – quello della mancata gestione della sicurezza – con cui ha fatto i conti anche Jacques Moretti, il titolare del locale ora in arresto, al suo arrivo sul posto pochi minuti dopo l’inizio dell’incendio. Tenta di entrare dalla porta di servizio che dà sull’androne del palazzo, ma ammette agli inquirenti che era chiusa con un chiavistello. Quando riesce a forzarla, davanti a lui ci sono “5 o 6 persone tra cui Cyane Panine“, la cameriera di 24 anni che non riuscirà a salvarsi. Nelle immagini la giovane donna è ripresa con il casco in testa e le bottiglie di champagne scintillanti-