Il terrore vive stabile negli occhi e nei ricordi, il fumo staziona ancora nei polmoni dei testimoni della strage di Crans-Montana, che hanno raccontato al Corriere della Sera l’inferno vissuto nella trappola del Le Constellation. All’1.28 della notte di Capodanno le fiamme hanno fatto strage di ragazzi. Un massacro annunciato, figlio di una gestione dissennata e di una sicurezza inesistente, come emerge dai verbali raccolti a poche ore dal rogo.
Morire, lì sotto, aveva anche un prezzo. Un tavolo “vip” costava mille franchi svizzeri. Chi provava a risparmiare veniva cacciato. Jessica Moretti ammette di aver allontanato un adolescente perché aveva "una bottiglia di amaretto vuota che non proveniva dal nostro bar".
CRANS-MONTANA, CLAMOROSO: NIENTE DOMICILIARI PER JESSICA MORETTI
Clamoroso: Jessica Moretti non andrà ai domicliari. Il tribunale delle misure coercitive del Cantone del Vallese ...
Il business prima di tutto, la sicurezza mai. Jacques Moretti lo conferma senza volerlo. Arriva di corsa dal locale gemello, prova a entrare ma il fuoco lo respinge. Tenta la porta di servizio: "Era bloccata con un chiavistello", ammette. Forzandola trova a terra "5 o 6 persone tra cui Cyane", la cameriera 24enne. "Molto commosso", annota la polizia. Cyane era risalita dal sotterraneo, ma non è riuscita a liberare quella via di fuga.








