La strage di Capodanno a Crans Montana, con i sei giovanissimi italiani morti nel locale Le Constellation bruciato e trasformatosi in una trappola la notte di San Silvestro, è diventato un doloroso argomento di dibattito. Dalle responsabilità dei due titolari corsi, Jacques e Jessica Moretti, ancora a piede libero nonostante le evidenti falle nella sicurezza del bar, al tragico destino delle vittime.
A loro pensa Christian Raimo, opioninista e attivista "anti-fascista" ma anche insegnante. "Come spesso capita a scuola, il minuto di silenzio è diventata l'ora di rabbia - rivela sui social lo scrittore, professore di Storia e Filosofia al liceo Archimede a Roma -. I ragazzi oggi in classe volevano parlare soprattutto della situazione dei locali a Roma. Dalla discoteca che per fare cassa fa entrare il doppio della capienza consentita, a quelli che non controllano l'età e ci stanno i ragazzini che si fanno male, a quelli che ti offrono loro la bottiglia con i fuochi d'artificio a quelli che se comunque non hai 60 euro per il privè devi stare ammassato tutta la sera in uno scantinato a quella volta che ce stava a cascà il tetto addosso, prof".
CRANS-MONTANA, IL MISTERO DI EMANUELE GALEPPINI: "NESSUNA USTIONE, COME È MORTO"








