«Era il panico totale, tutti urlavano». È una delle frasi che meglio raccontano quanto accaduto nella notte di Capodanno al bar Le Constellation di Crans-Montana, dove un incendio devastante ha provocato almeno 40 morti e oltre 100 feriti, molti dei quali con ustioni gravissime. Tra i sopravvissuti ci sono Emma e Albane, due giovani francesi riuscite a mettersi in salvo, che hanno raccontato a Bfm i momenti precedenti e successivi allo scoppio dell’incendio. «Una delle candeline messe sulle bottiglie di champagne è stata avvicinata troppo al soffitto – spiegano – e ha preso fuoco. In poche decine di secondi il soffitto era in fiamme. Era tutto in legno».

Il locale, situato nel seminterrato dell’edificio, era gremito per la festa di San Silvestro. «Quando abbiamo visto le fiamme, tutti hanno iniziato a urlare e a correre», raccontano ancora. Il fuoco si è propagato rapidamente verso i piani superiori, mentre all’interno si scatenava il caos.

«La porta di uscita era troppo piccola rispetto al numero di persone presenti - spiegano le due ragazze - Qualcuno ha rotto una finestra per permettere alla gente di scappare». I soccorsi sono arrivati in pochi minuti, ma per molti era già troppo tardi. «Avevamo le fiamme a meno di un metro da noi – continuano le ragazze - Se non fossimo scappate correndo, saremmo rimaste ferite anche noi».