Dopo i giorni del cordoglio e del lutto collettivo, l'attenzione si sposta ora sull'inchiesta che dovrà chiarire responsabilità e omissioni nel rogo di Crans-Montana, costato la vita a 40 persone, in gran parte minorenni.

Secondo quanto scrive la testata svizzera Rsi l'operato della Procura vallesana è sotto la lente d'ingrandimento, e le critiche non tardano ad arrivare.

In primo piano, le decisioni procedurali della procuratrice generale Beatrice Pilloud e del suo team, messe in discussione da esperti giuristi. Tra i punti più contestati, la mancata detenzione dei gestori del bar "Le Constellation" e le ipotesi di reato formulate.

L'inchiesta della procura vallesana è in corso e dovrà chiarire anche le responsabilità del comune vallesano. Un'inchiesta che si annuncia lunga e complicata, per una procura che proprio qualche settimana fa era stata definita "sottodotata" dal consigliere di Stato Stéphane Ganzer, responsabile del Dipartimento della sicurezza nel canton Vallese.

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