Assenza prolungata dei controlli di sicurezza nei locali pubblici di Crans-Montana e sopralluoghi non abbastanza approfonditi: la procura di Sion, che sta indagando sulla strage di Capodanno nel Constellation dove sono morte 40 persone e 116 sono rimaste ferite, si sta concentrando ora sulle responsabilità del Municipio della stazione sciistica.
Dopo Jacques Moretti e Jessica Maric, proprietari del discobar, le indagini si allargano a due funzionari pubblici: Christophe Balet, responsabile del servizio di sicurezza pubblica del Comune e il suo predecessore Ken Jacquemoud.
Di fronte alla svolta investigativa rimane alta l'attenzione delle autorità italiane, che sperano di concretizzare al più presto la collaborazione tra le procure di Sion e Roma. Per il momento, però, l'ambasciatore Gian Lorenzo Cornago, richiamato a Roma sabato scorso, rimane ancora lontano da Berna. Dovrebbe rientrare quando sarà costituita una squadra investigativa comune italo-svizzera, cosa tutt'altro che certa. "Non c'è alcun incidente diplomatico con la Svizzera - ha ribadito il ministro degli Esteri Antonio Tajani - Soltanto pretendiamo che si faccia giustizia". E l'Italia "ha chiesto anche indagini congiunte perché ci sono morti e feriti italiani, non è una questione secondaria per noi".














