Èsotto assedio l'impenetrabile palazzina della procura generale del Cantone Vallese, nel centro storico di Sion.
Nelle ultime ore si intensificano gli attacchi sulle indagini condotte da Beatrice Pilloud e dai suoi quattro procuratori su quanto è accaduto alle 1.30 del primo gennaio nell'interrato del disco bar Le Contellation, a Crans-Montana, dove sono morte 40 persone, di cui 6 italiani, e sono rimasti feriti 116 giovani, tra cui 16 connazionali.
Tra le critiche, quelle di un eccessivo garantismo nei confronti di Jacques Moretti e Jessica Maric, i proprietari del locale, che, a quasi 48 ore dalla tragedia, la procuratrice Pilloud aveva definito "ancora innocenti" e che ora sono indagati per omicidio, lesioni e incendio involontari.
"L'ambasciatore italiano ha ragione, i proprietari del Constellation dovevano essere arrestati subito, per 24 ore, affinché si potessero fare delle perquisizioni e raccogliere le prove", attacca oggi l'avvocato vallesano Sébastien Fanti.
Secondo il legale "questa inchiesta parte male, sono stato l'avvocato di Luca Mongelli e ho un po' l'impressione di rivivere la stessa cosa. Nell'affaire Mongelli era partita male, qui parte male", dice ancora Fanti, evocando una vecchia, drammatica e irrisolta storia di mala-giustizia svizzera, che nel 2002 ebbe come protagonista il bambino italiano Luca Mongelli, diventato tetraplegico e cieco dopo una violenta e misteriosa aggressione, di cui venne data una poco credibile responsabilità al cane di famiglia.













