L’istanza contro la raccolta delle prove sul rogo nel bar “Le Constellation” di Crans-Montana, nel quale sono morte 40 persone e altre 116 sono rimaste ferite, è arrivata in procura a Sion. A scagliarsi contro la piattaforma che invita a mandare testimonianze, foto, video e qualunque notizia utile alle indagini sull’incendio, arriva dal team di legali di Jacques e Jessica Moretti. Yaël Hayat, Nicola Meier e Patrick Michod, per conto dei due indagati per omicidio plurimo, lesioni e incendio colposi chiedono alla procuratrice Beatrice Pilloud di diffidare l’avvocato Romain Jordan, che rappresenta le famiglie di alcune vittime e ha aperto la piattaforma, e di bloccare l’iniziativa. Adottando misure urgenti ed eventualmente oscurando il sito.
Il gestore del locale, attualmente in carcere, e la moglie, che la notte di Capodanno si trovava nel bar, ma ha come uniche misure il divieto di espatrio e l’obbligo di firma, tra le 3 del mattino e le 6 del primo gennaio, quando ancora si contavano i corpi e i 116 feriti si trovavano nell’ospedale attrezzato in un campo sportivo vicino al locale, avevano chiuso i profili social de “Le Constellation”, facendo sparire le immagini di altre serate come i video che pubblicizzavano il Capodanno 2026, che sarebbero state preziose per le indagini. Una settimana dopo anche quelle del vecchio “Le Constellation”, che documentavano i lavori nel locale erano scomparse. Ma adesso sostengono che l’iniziativa non sia contemplata dalla procedura svizzera e che si tratti di una sorta di inchiesta parallela che potrebbe condizionare quella dei magistrati. Jordan, che aveva lanciato l’iniziativa martedì, non ha ancora ricevuto alcuna comunicazione dalla procura.















