C'è qualcosa che non torna nella gestione della giustizia svizzera riguardo alla tragedia di Capodanno a Crans Montana. Dopo i giorni del cordoglio e del lutto collettivo, l'attenzione si sposta ora sull'inchiesta che dovrà chiarire responsabilità e omissioni nel rogo del locale Le Constellation, costato la vita a 40 persone, in gran parte minorenni. Responsabilità che riguardano tanto i due gestori, i francesi di Corsica Jacques e Jessica Moretti (lui è un imprenditore con trascorsi giudiziari pesanti e molte pagine oscure) quanto le autorità locali. Il sindaco di Crans Montana ha ammesso che nel locale non ci sono stati controlli sui sistemi anti-incendio dal 2020, ben cinque anni.
Secondo quanto scrive la testata svizzera Rsi l'operato della Procura vallesana è sotto la lente d'ingrandimento, e le critiche non tardano ad arrivare. In primo piano, le decisioni procedurali della procuratrice generale Beatrice Pilloud e del suo team, messe in discussione da esperti giuristi. Tra i punti più contestati, la mancata detenzione dei Moretti e le ipotesi di reato formulate. L'inchiesta della procura vallesana è in corso e dovrà chiarire anche le responsabilità del comune vallesano. Un'inchiesta che si annuncia lunga e complicata, per una procura che proprio qualche settimana fa era stata definita "sottodotata" dal consigliere di Stato Stéphane Ganzer, responsabile del Dipartimento della sicurezza nel canton Vallese.











