Durante la conferenza stampa di inizio anno, il referendum sulla giustizia è stato tra i temi centrali affrontati dalla premier Giorgia Meloni. Non soltanto per la data, ma anche per gli attacchi all’Anm, protagonista della campagna per il “no” alla separazione delle carriere.

Sono diversi gli aspetti legati al voto per la riforma. Aspetti che dalle prossime settimane saranno sempre più presenti nel dibattito pubblico, come i comitati, i ricorsi annunciati e i finanziamenti.

La data

Innanzitutto, le date del 22 e 23 marzo 2026 sono state confermate anche da Meloni (e verranno comunicate dal Consiglio dei ministri di lunedì 12 gennaio). “A norma di legge - ha detto in conferenza - dobbiamo dare la data entro il 17 di gennaio”.

La norma a cui fa riferimento è l’articolo 15 della legge n. 352 del 1970, secondo cui il referendum va indetto entro sessanta giorni dalla comunicazione dell’ordinanza dell’Ufficio centrale per il referendum, della Corte di cassazione, che ha ammesso le richieste referendarie (il 18 novembre). La stessa norma prevede che il referendum si svolga in una domenica compresa tra il cinquantesimo e il settantesimo giorno successivo all’emanazione del decreto di indizione.