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Ultimo aggiornamento: 12:23

Una riunione per decidere la strategia della campagna referendaria. Arrivando a un primo punto fermo: nei prossimi giorni nascerà un comitato unico dei tre partiti di maggioranza per il “Sì” al referendum sulla riforma della separazione delle carriere. Senza politicizzare troppo la consultazione per evitare un coinvolgimento del governo, ma allo stesso tempo mobilitando i partiti della maggioranza visto che gli ultimi sondaggi certificano una partita aperta. È questo l’esito di una riunione riservata della maggioranza che martedì pomeriggio si è svolta in via della Scrofa (la sede di Fratelli d’Italia) per far partire la campagna referendaria sulla riforma della Giustizia.

Al vertice, di cui Il Fatto è venuto a conoscenza, hanno preso parte figure di primo piano dei partiti di centrodestra: la sorella della premier Arianna Meloni, il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, i responsabili dei comitati del “Sì” di Forza Italia Enrico Costa e Pierantonio Zanettin, per la Lega la deputata ed ex magistrata Simonetta Matone, oltre ai responsabili comunicazione dei rispettivi partiti.

Durante la riunione si è iniziato a parlare di come impostare la campagna referendaria che si aprirà a inizio anno e si concluderà con la consultazione popolare tra marzo o aprile. L’idea sarebbe quella di costituire un comitato unico di maggioranza che non sia guidato da un esponente politico (la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha chiesto di evitare la “politicizzazione” del referendum) ma che faccia riferimento ai tre partiti di maggioranza. In questo modo, il comitato potrà fare iniziative congiunte per il “Sì” a cui parteciperanno deputati, senatori e dirigenti di partito per spingere la riforma sui territori.