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Ultimo aggiornamento: 16:57
Sarà l’ex giudice costituzionale Nicolò Zanon il presidente del comitato unico della maggioranza per il Sì al referendum sulla riforma Nordio. Dopo ampio dibattito tra i partiti, la scelta è ricaduta sull’ex vicepresidente della Consulta, giurista da sempre vicino al centrodestra: 64 anni, ordinario di Diritto costituzionale all’Università Statale di Milano, è stato membro del Consiglio superiore della magistratura in quota PdL e consulente privato di Silvio Berlusconi (retribuito con 25mila euro) per sostenere l’incostituzionalità della legge Severino. Fu anche uno dei pochi costituzionalisti a schierarsi in favore del lodo Alfano, lo scudo berlusconiano contro i processi alle quattro più alte cariche dello Stato, poi dichiarato incostituzionale. Mercoledì scorso Zanon è stato ospite ad Atreju, la festa di Fratelli d’Italia, denunciando che durante la sua esperienza al Csm le correnti della magistratura erano talmente potenti da aver lottizzato persino gli autisti e gli addetti alle pulizie. A dicembre 2023, subito dopo la fine del suo mandato, criticò la sentenza della Corte costituzionale – firmata anche da lui – che aveva “salvato” l’uso delle intercettazioni dell’ex deputato renziano Cosimo Ferri nell’ambito del processo disciplinare al Csm sul caso Palamara. Nel farlo rivelò le discussioni interne alla camera di consiglio, venendo ripreso pubblicamente per questo dalla stessa Consulta.







