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Ultimo aggiornamento: 12:57
Il governo ha accelerato, fissando la data del referendum sulla separazione delle carriere, senza aspettare che si completasse la raccolta firme organizzata da 15 giuristi contrari alla riforma. L’effetto è stato quello di lanciare la petizione che ha ormai superato quota 430mila firme: vuol dire l’86% delle 500mila da raccogliere entro la fine di gennaio. Un risultato
Si può votare cliccando su questo link, usando lo Spid o la Carta d’identià elettronica
E in attesa di capire il destino del ricorso urgente depositato dai promotori della petizione al Tar del Lazio contro la delibera del Consiglio dei ministri che ha fissato al 22 e 23 marzo la data del voto, il fronte del No alla separazione delle carriere sembra recuperare posizioni. Questo almeno è quadro che emerge dagli ultimi sondaggi condotti da Ipsos-Doxa per diMartedì su La7. Secondo la rilevazione, se si votasse oggi i Sì al referendum sarebbero al 54% e dunque ancora in vantaggio sui No, fermi al 46%. Un mese fa, però, la distanza tra i due schieramenti era molto più netta: i Sì erano al 57,9%, i No al 42,1%. In trenta giorni, dunque, il fronte dei contrari alla riforma ha guadagnato tre punti percentuali. Un trend di crescita, confermato anche da un’altra rilevazione condotta dall’istituto di Nando Pagnoncelli: se in via puramente ipotetica fosse obbligatorio andare a votare, i Sì si ridurrebbero al 46,7%, mentre vincerebbero i No con il 53,3%. Un mese fa, le percentuali di risposta a questo quesito erano pari.









