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4 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 12:34
“Abbiamo italiani detenuti in Venezuela, a cominciare da Trentini, ma con lui ce ne sono un’altra dozzina“. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, subito dopo il blitz statunitense che ha decretato la fine del regime di Maduro, ha richiamato pubblicamente l’attenzione sulla condizione dei cittadini incarcerati nel Paese sudamericano. Tra loro c’è il cooperante di Venezia Alberto Trentini, che da oltre un anno si trova nel carcere El Rodeo I di Caracas, senza che nei suoi confronti sia stata formalizzata nessuna accusa. Le famiglie dei detenuti connazionali oscillano tra la speranza e l’apprensione, in un contesto ancora incerto, date le molte incognite sul futuro del Venezuela e sulle possibili ricadute dell’intervento statunitense. E tra gli italiani incarcerati nel Paese sudamericano c’è anche Biagio Pilieri, 59enne italo-venezuelano, leader della formazione politica Convergencia, recluso presso l’Helicoide senza la possibilità di comunicare con l’esterno. Nessuno è riuscito a vederlo dal giorno del suo arresto, il 28 agosto 2024, quando il Servizio bolivariano di Intelligence (Sebin) lo ha portato via al rientro di una manifestazione pacifica.















