Per Alberto Trentini e le decine di famiglie italiane che attendono notizie, la giornata di oggi rappresenta la prima vera speranza di un ritorno alla libertà
Antonio Tajani, ministro degli Affari Esteri
Caracas – Uno spiraglio di luce filtra dalle carceri venezuelane dopo mesi di tensione diplomatica e silenzi. In una mossa definita "unilaterale" per "favorire la convivenza pacifica", il governo di Caracas ha annunciato la liberazione di un "numero importante" di prigionieri politici, sia venezuelani che stranieri. Tra i primi nomi confermati spicca quello di Luigi Gasperin, imprenditore settantenne di origini italiane, la cui liberazione segna un punto di svolta nelle trattative tra Roma e il regime chavista.
L'uscita dal carcere di Gasperin, confermata da fonti qualificate, riaccende le speranze per gli altri italiani detenuti nel Paese sudamericano. Gli occhi del governo italiano e della diplomazia internazionale sono ora puntati su Alberto Trentini, il cooperante veneziano di 46 anni in cella dal 15 novembre 2024. Trentini, che lavorava per l’ong Humanity & Inclusion, era stato fermato a un posto di blocco mentre portava aiuti umanitari alle comunità locali: da oltre 400 giorni è prigioniero senza che siano mai state formalizzate accuse precise contro di lui.










