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Ultimo aggiornamento: 8:30

Le autorità venezuelane hanno rilasciato gli italiani Biagio Pilieri e Luigi Gasperin, detenuti in Venezuela da più di un anno. Resta accesa la speranza per l’operatore umanitario Alberto Trentini, in cella a El Rodeo I, senza accuse, e per l’imprenditore Mario Burlò, giunto nel Paese sudamericano mentre aveva questioni aperte con la giustizia italiana. Non tutti loro sono prigionieri politici: la situazione varia, caso per caso. Pilieri, 60 anni, giornalista e attivista politico, era recluso nel carcere dell’Helicoide da oltre 480 giorni, risente di numerosi problemi di salute – fibromialgia, sindrome del colon irritabile e altre malattie – e richiede attenzioni mediche urgenti. “È da circa un anno e mezzo che sogniamo questo momento. Nostro padre è finalmente a casa. La gioia è indescrivibile. Ora la priorità è la sua salute: ha perso tanti chili“, hanno detto a Ilfattoquotidiano.it i suoi figli, Vicente e Jesús Pilieri, ringraziando “tutti coloro che si sono adoperati per il suo rilascio. Ma sarà vera gioia solo in seguito alla liberazione di Alberto Trentini e degli altri connazionali detenuti”.

Gasperin era stato detenuto nell’ambito di una retata ordinata dal ministro dell’Interno venezuelano, Diosdado Cabello, nei locali della sua azienda, Técnica Petrolera WLP, situata nella città di Maturín, a est del Venezuela. Stando alle rivelazioni della testata di inchiesta Armando.info l’imprenditore è stato detenuto nell’ambito di un complotto fake ordito dal ministro dell’Interno e relativo al presunto stoccaggio indebito di esplosivi – di norma destinati ad attività petrolifere – mai dimostrato dalle autorità di Caracas. Da quanto risulta a Ilfatto.it Gasperin era recluso presso una struttura detentiva, ma non in un carcere vero e proprio. E il suo nome non risulta nell’elenco dei detenuti politici, considerate le dinamiche dell’arresto.