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22 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 14:44

Si apre un nuovo canale di trattativa per il rilascio e il ritorno a casa di Alberto Trentini, l’operatore umanitario 46enne di Lido Venezia, recluso da più di un anno nel maxi-carcere venezuelano de El Rodeo I. Non stiamo parlando di svolte diplomatiche nei rapporti Roma-Caracas – dove tuttora regna il silenzio, come nella prigionia stessa di Alberto –, ma di un canale di trattativa aperto dall’ambasciatore Onu Alberto López (nella foto a sinistra insieme al deputato venezuelano Luis Eduardo Martinez), venezuelano radicato a Vienna, con il sostegno del Palazzo di Vetro, l’Organizzazione internazionale per lo sviluppo delle relazioni diplomatiche, l’Organizzazione internazionale per i diritti umani, la Santa Sede e la stessa Farnesina.

López è giunto a Caracas qualche giorno fa dopo aver fatto tappa in Francia, Colombia e Panama fino a raggiungere, via terra, il Venezuela. Ha aggirato così il blocco dello spazio aereo imposto dagli Usa e in vigore fino al marzo 2026. Nel giro di poche ore il diplomatico ha incontrato personalità e rappresentanti di spicco dello Stato venezuelano e si è recato di persona a El Rodeo I e, pur non avendo incontrato Trentini, ha avuto un colloquio “cordiale” con il direttore del penitenziario. La sua roadmap prevede anche un incontro con il presidente venezuelano Nicolás Maduro. Per l’occasione – che potrebbe essere oggi – López consegnerà a Maduro una lettera a firma della madre di Alberto, Armanda Colusso, arrivata tramite la legale della famiglia, Alessandra Ballerini.