VENEZIA - Alberto Trentini, 46 anni, cooperante veneziano con una lunga esperienza, arriva in Venezuela a metà ottobre 2024 per una missione umanitaria con la Ong Humanity & Inclusion, organizzazione impegnata nel sostegno alle persone con disabilità e alle comunità più vulnerabili. Il suo incarico rientra in un percorso professionale consolidato, maturato in oltre quindici anni di lavoro in diversi Paesi dell'America Latina, dell'Africa, del Medio Oriente e dell'Europa dell'Est, sempre in contesti complessi ma legati esclusivamente ad attività civili e umanitarie. Il 15 novembre 2024, mentre si sposta per ragioni di lavoro da Caracas verso Guasdualito, Trentini viene fermato a un posto di blocco dalle autorità venezuelane insieme all'autista locale della Ong, Rafael Ubiel Hernández Machado.
Dopo il fermo si perdono per settimane e poi per mesi notizie ufficiali su di lui: non vengono comunicate accuse formali, non è chiaro il luogo di detenzione e non risultano immediati contatti con avvocati, familiari o rappresentanti consolari italiani. Il suo caso viene annoverato di fatto tra le scomparse forzate. All'inizio del 2025 la preoccupazione cresce. La famiglia, le Ong e diverse organizzazioni per i diritti umani denunciano pubblicamente l'assenza di informazioni e il rischio per l'incolumità del cooperante. Nel gennaio 2025 viene presentata una richiesta di misure cautelari alla Commissione Interamericana dei Diritti Umani, sottolineando la gravità della detenzione arbitraria e la mancanza di garanzie fondamentali.













