Alberto Trentini è in carcere a Caracas da 400 giorni. Ieri è stato l'imprenditore e ingegnere Marco Zennaro, anche lui originario del Lido e anche lui per circa un anno prigioniero in Sudan, rilasciato poi nel marzo 2022 dopo un anno di grande mobilitazione, a lanciare un appello per la liberazione del cooperante veneziano arrestato in Venezuela il 15 novembre 2024.
«Penso che forse sia arrivato il momento di alzare un po' di più l'asticella della mobilitazione a livello mediatico - dice Zennaro - certo sappiamo bene che la situazione in Venezuela non è facile, anzi è molto complessa. Ma forse, dopo un anno, bisognerebbe fare qualcosa in più, dovremmo tutti fare qualcosa in più. E non mi riferisco al comitato delle amiche e amici di Alberto, a tutti quelli, e sono moltissimi che in mille modi stanno impegnandosi in modo encomiabile, e a chi è vicino alla famiglia qui a livello locale. A livello locale l'impegno è massimo, ma dobbiamo impegnarci e tenere più alta l'attenzione a livello nazionale ed internazionale. Venezia va benissimo, ma poi sappiamo che è Roma che decide, che ha un peso maggiore. Forse bisognerebbe fare qualcosa di più per Alberto, anche se, ripeto, siamo ben consapevoli delle difficoltà che ci sono in Venezuela».







