Le immagini che scorrono sui notiziari, il blitz delle forze speciali americane a Caracas e la cattura del presidente Nicola Maduro e della moglie.
Nella loro casa del Lido di Venezia, Armanda ed Ezio, genitori di Alberto Trentini detenuto da oltre 400 giorni, hanno seguito per l'intera giornata l'evolversi della situazione in attesa di elementi di speranza, di notizie dall'autorità italiane su una possibile svolta positiva.
Nelle ore immediatamente successive all'azione Usa, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha fatto espresso riferimento alla situazione del cooperante veneto detenuto nel famigerato penitenziario di El Rodeo a pochi chilometri dalla capitale venezuelana. "Abbiamo italiani detenuti in Venezuela , a cominciare da Trentini, ma con lui ce ne sono un'altra dozzina, quindi anche quello è un tema che ci preoccupa e stiamo lavorando al massimo", assicura il capo della Farnesina.
Un quadro in rapida evoluzione in cui gli elementi di chiarezza - dopo la clamorosa iniziativa statunitense - sono ancora pochi soprattutto sul futuro assetto del Venezuela. Resta da capire se quanto compiuto dall'esercito americano possa accelerare una eventuale liberazione o complicare ulteriormente la situazione del connazionale. "Alla luce di questi nuovi scenari, ci uniamo all'appello perché si compiano tutti i passi necessari per garantire una soluzione positiva del caso", afferma il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia.








