Alcuni detenuti liberati dalle carceri venezuelane del presidente Nicolas Maduro e la famiglia di Alberto Trentini (con l'avvocata Alessandra Ballerini che li assiste da novembre) torna a redarguire il governo a fare la sua parte. Il cooperante veneziano arrestato a metà novembre mentre si trovava in Venezuela nel ruolo di coordinatore di campo per l'ong internazionale Humanity & Inclusion è in carcere da 281 giorni, senza imputazione e senza aver mai potuto incontrare nessuno. Si trova a El Rodeo a Caracas e lì, il 10 agosto, ha compiuto 46 anni. «Apprendiamo la positiva notizia della liberazione di alcuni prigionieri Italo venezuelani. Possiamo solo immaginare la felicità delle famiglie nel poter riabbracciare i propri cari finalmente liberi. Ed una felicità che vorremmo poter condividere anche noi - dice la famiglia - Alberto è carcere da oltre nove mesi e nessuno ancora lo ha potuto visitare. Esigiamo che il nostro governo concretizzi finalmente gli sforzi per portare a casa Alberto. Ogni giorno in più di detenzione e di attesa produce intollerabile sofferenza. Confidiamo nell'azione urgente della Farnesina e dell'inviato speciale. Liberare Alberto deve diventare la priorità per chi ha il potere riportarlo a casa».