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Ultimo aggiornamento: 15:53
“Esigiamo che il nostro governo concretizzi gli sforzi per portare a casa Alberto. Ogni giorno in più di detenzione e di attesa produce una intollerabile sofferenza. Mi chiedo spesso: cosa penserà questo ragazzo del suo Paese che per mesi l’ha abbandonato e non si è attivato abbastanza per liberarlo?”. Sono le parole contenute nella lettera presentata questa mattina da Armanda Colusso, madre di Alberto Trentini, intervenuta alla mostra del Cinema di Venezia per chiedere la liberazione dell’operatore umanitario arrestato in Venezuela il 15 novembre 2024, mentre si recava in missione a Guasdualito per conto di una Ong che si occupa di persone con disabilità.
“Sappiamo che è rinchiuso in una struttura di detenzione a Caracas senza che gli siano state contestate accuse formali”, ha proseguito Colusso facendo riferimento alla prigionia di suo figlio a El Rodeo I. ” Ora siamo al 28 di agosto 2025 ed Alberto è ancora in prigione. Da allora ha potuto chiamarci due volte e per pochi minuti, ma nessuno l’ha mai potuto incontrare“, ha proseguito dopo aver ringraziato il direttore della mostra, Alberto Barbera, per l’opportunità di presentare la situazione di Trentini al mondo dell’arte e del cinema.










