Dopo il blitz Usa e la clamorosa cattura di Nicola Maduro potrebbero aprirsi nuovi spiragli per la liberazione di Alberto Trentini, il cooperante detenuto da oltre 400 giorni in un carcere alla periferia di Caracas.
Una trattativa che da mesi va avanti nella massima riservatezza e ora deve necessariamente attendere che si "sedimentino" gli effetti dell'operazione compiuta la notte tra il 2 e il 3 gennaio dall'esercito statunitense. "Stiamo lavorando per vedere cosa si può fare per la liberazione degli italiani detenuti, compreso il cooperante Trentini", afferma il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, augurandosi che "il cambio di regime" possa rappresentare una svolta "per riportarlo a casa".
Una questione di ore, di giorni? Al momento chi sta portando avanti la difficile trattativa non si sbilancia. La posizione del 46enne - arrestato nel novembre del 2024 - rappresenta solo un piccolo tassello di un più ampio puzzle che l'azione di Trump ha scompaginato. I detenuti politici nelle carceri venezuelane sono migliaia, gli italiani sono complessivamente una quindicina. Si tratta in maggioranza di soggetti con doppia cittadinanza, tranne Trentini e l'imprenditore piemontese Mario Burlò.








