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23 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 22:37 del 23 Settembre
“Avevano chiesto fortemente una visita consolare, è stata autorizzata e quindi vuol dire che anche il regime di detenzione si è leggermente alleggerito”. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine dell’assemblea generale dell’Onu a New York, ha annunciato che il cooperante italiano Alberto Trentini e l’imprenditore torinese Mario Burlò, entrambi detenuti a Caracas, hanno ricevuto una visita consolare. “Si è appena conclusa la visita consolare a Trentini e Burlò, i due italiani detenuti in Venezuela sono stati trovati in buone condizioni, anche se un po’ dimagriti, quindi questo è un segnale secondo me positivo perché per la prima volta è stato possibile per il nostro ambasciatore andare a incontrare questi due italiani detenuti”, ha detto Tajani parlando alla stampa.
Trentini, l’operatore umanitario trattenuto senza accuse nel carcere venezuelano de El Rodeo I, ha finalmente incontrato l’ambasciatore italiano a Caracas, Giovanni Umberto De Vito, il quale, a seguito del nulla osta delle autorità venezuelane, ha potuto constatare le condizioni detentive del 46enne veneto, dopo più di dieci mesi di prigionia, silenzio e attese. È la prima volta che, dal 15 novembre 2024, giorno del suo arresto nella località di Guasdualito, qualcuno lo incontra al di fuori della struttura penitenziaria, lo guarda negli occhi e lo sente parlare. Già lo scorso 17 maggio, a margine della prima chiamata di Trentini alla madre, Armanda Colusso, fonti di Caracas avevano riferito a Ilfattoquotidiano.it l’intenzione del governo venezuelano di aprire alla visita consolare “al più presto”. La visita, sia per Trentini che per Burlò, rientra quindi in una serie di “gesti distensivi compiuti dal governo (venezuelano, ndr) al fine di ripristinare il dialogo e con le cancellerie occidentali e persino con gli Stati Uniti” nell’auspicio di “porre fine a isolamenti, escalation e altre forme di aggressione”, commentano da Caracas a Ilfattoquotidiano.it. Non si tratta quindi di un risultato in sé, bensì di un altro passo verso la liberazione di Trentini. E al di là della visita, possibile anche per altre cancellerie, il governo è tenuto, in prima persona, a “cercare il canale e contattare il presidente Maduro“, come richiesto dalla madre di Alberto, Armanda Colusso a Ilfatto.it, il 17 settembre, a margine dell’udienza per il processo di Giulio Regeni.








