Frutti di mare, pesce e funghi. Ma anche verdure sott'olio e cibi lasciati a temperatura ambiente, senza essere riposti in frigorifero. «Per prevenire le intossicazione alimentari è necessario porre massima attenzione alla provenienza dei cibi che consumiamo, ma soprattutto ricordare che qualsiasi alimento, se mantenuto in condizioni non idonee, può avere gravi conseguenze per la nostra salute», spiega Patrizia Laurenti, professore associato di Igiene all'università Cattolica e direttrice di Igiene all'ospedale Gemelli.

Quali sono le cause dell'intossicazione alimentare, dottoressa Laurenti?

«Possono essere di origine microbica, quindi legate a consumo di alimenti contenenti microrganismi, o loro tossine, cioè veleni, sia derivare da elementi contaminanti che si possono produrre come il botulino, una potentissima neurotossina. Un altro caso è l'ingestione di cibi come i funghi, che contengono sostanze naturalmente tossiche. Gli alimenti possono essere di origine vegetale o animale, in comune hanno la rapidità di azione e un impegno sintomatologico molto importante».

Si consiglia sempre di porre massima attenzione a pesce e frutti di mare.

«La cautela deve essere massima, c'è il rischio che possano contenere microrganismi patogeni come salmonella, epatite ed escherichia coli. Tuttavia in genere non provocano manifestazioni violente e hanno incubazioni di qualche ora. Per questi cibi il pericolo maggiore è il loro consumo a crudo. La cottura è salvifica, se si tratta di sushi e sashimi è fondamentale congelamento per distruggere l'anisakis, che è un verme».