MILANO - Cena tra parenti la vigilia di Natale, una decina di persone riunite per le feste. La tavola è imbandita con piatti di pesce e frutti di mare, cozze in particolare, ma anche funghi e altre pietanze. Uno di questi cibi però era contaminato ed stato fatale per una famiglia di Pietracatella, in provincia di Campobasso.
Sara Di Vita, quindicenne studentessa al liceo classico, e la madre Antonella Di Ielsi, cinquant'anni, un lavoro nello studio di commercialista del marito e attiva nelle associazioni locali, sono morte a poche ore di distanza l'una dall'altra nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Cardarelli. Epatite fulminante, la prima ipotesi. Gianni Di Vita, ex sindaco di Pietracatella, padre e marito delle due vittime, presenta gli stessi sintomi ed è stato trasferito in Rianimazione allo Spallanzani di Roma: con lui per precauzione c'è la figlia maggiore, che pur non accusando sintomi verrà sottoposta a tutti gli accertamenti necessari.
Ieri pomeriggio gli agenti della squadra mobile di Campobasso si sono recati a casa Di Vita, hanno sequestrato gli alimenti presenti per fare chiarezza sulla causa dei malori. Una ricerca ad ampio raggio, considerato che gli altri partecipanti alla cena stanno bene. Domani saranno eseguite le autopsie disposte dalla Procura, che ha aperto un'inchiesta al momento senza indagati anche per verificare il percorso clinico delle due donne. Secondo una prima ricostruzione, infatti, nei giorni a cavallo del Natale la ragazza, la madre e il padre si sono sentiti male, tanto che si sarebbero rivolti due volte al pronto soccorso, per poi tornare a casa. Nelle ore successive tuttavia il quadro clinico si è aggravato, fino al nuovo ricovero avvenuto sabato. La prima a presentarsi al Cardarelli è stata Sara: nausea, vomito e dolori addominali non le davano pace, quando le sue condizioni sono apparse insostenibili nel pomeriggio di due giorni fa è stata accompagnata di nuovo al pronto soccorso ed è stato deciso il ricovero.












