Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

4 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 18:45

Ormai non passa evento culturale senza che si debba assistere alla penosa giaculatoria di intellettuali e artisti che insorgono, udite udite, per protestare contro la presenza di qualcuno considerato indegno e quindi da discriminare. Il caso più recente è quello della kermesse “Più libri, più liberi”, in programma a Roma al Centro Congressi della Nuvola, all’Eur. Artisti e intellettuali del calibro di Barbero, Scurati, Raimo e Zerocalcare, a cui si sono aggiunti perfino altri editori (Fandango, Futura, etc.), hanno firmato un documento polemico per invitare l’organizzazione a valutare l’opportunità di far partecipare alla Fiera una casa editrice (Passaggio al Bosco) i cui titoli si mostrano talvolta simpatizzanti rispetto alle posizioni culturali dell’estrema Destra.

Sarà perché appartengo alla schiera di coloro che attribuiscono il ritorno preponderante della Destra a livello mondiale (e l’Italia non fa eccezione) al fanatismo moralista e sterile degli antifascisti di professione, al netto di una Sinistra che ha smesso di condurre lotte per i diritti sociali nonché di pensare a un sistema di governo alternativo a quello della macelleria neoliberista. Sarà per questo, dicevo, che non solo qualifico come una giaculatoria patetica, ad uso e consumo dei soliti pseudointellettuali beneficati dai soliti organi di informazione sempre meno letti e considerati dalla popolazione, questa marea puntualmente ritornante di moralismo a buon mercato; ma soprattutto la considero controproducente per la galassia progressista, funzionale al potere tecnofinanziario imperante e in grado di consentire a Meloni & C. il governo anche culturale del Paese per almeno un decennio.