«Non si mettono le mutande alle parole». La massima di Aldo Busi descrive alla perfezione una vicenda grottesca, al centro di uno scontro culturale, politico ed ideologico. Perché spulciando bene tra chi ha firmato la lettera con la quale si chiedeva il boicottaggio della casa editrice “Passaggio al Bosco” dalla fiera della piccola e media editoria Più Libri più liberi di Roma, è emersa un’anomalia davvero interessante. Accanto a un folto gruppo di intellettuali (Alessandro Barbero, Christian Raimo, Antonio Scurati, Zerocalcare, Carlo Ginzburg, Daria Bignardi e Caparezza) vi è anche una casa editrice fortemente identitaria (ma rossa come il fuoco) denominata “Red Star Press”. Al centro della tesi accusatoria il catalogo che conterrebbe testi «di un progetto apologetico che dipinge la temperie dei fascismi europei, anche nei loro aspetti più violenti, persecutori e sanguinari, come un’esperienza eroica da cui trarre esempio». Il sito di "Red Star Press" illustra, nel dettaglio, un vasto catalogo di libri e di t-shirt in vendita nello shop online oltre all'appello sopracitato e riportato anche sul portale stesso. Magliette della Repubblica Democratica Tedesca, dell’Unione Sovietica, degli Antifa ed una che si rifà alle Molotov.