Questa volta tocca erigere un piccolo monumento a Innocenzo Cipolletta, presidente dell’Associazione italiana editori che ha avuto il fegato di tenere duro. E non è affatto cosa scontata quando si tratta di esponenti delle istituzioni culturali: i più sono solitamente pronti a piegarsi al pensiero prevalente. Cedono alle imposizioni di questo o quel gruppuscolo intellettuale progressista o addirittura sono i primi a schierarsi sul bastione sinistrorso. Cipolletta, invece, dice parole semplici che oggi suonano quasi incredibili: ribadisce che non intende censurare nessuno. Anche se un centinaio tra autori e editori gli hanno chiesto per lettera di cacciare l’editore Passaggio al bosco dalla fiera editoriale romana «Più libri più liberi».
Ecco #Edicolaverità, la rassegna stampa podcast del 5 dicembre con Carlo Cambi
Ieri l’avvocato Domenico Aiello, difensore dell’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, ha sparato bordate contro la Procura di Pavia. Riferendosi ad Alberto Stasi ha detto che i magistrati sono «al servizio di un condannato, assassino riconosciuto con sentenza passata in giudicato» e che l’ufficio inquirente «sta violando il principio di “intangibilità del giudicato”, perché manca oramai da mesi la richiesta di revisione».












