Passano le edizioni, ma le diatribe non se ne vanno mai. A “Più libri più liberi” quest’anno - dopo le controversie, di dodici mesi fa, sul caso delle violenze perpetrate dal filosofo Leonardo Caffo nei confronti dell’ex compagna- è stata la volta di “Passaggio al Bosco”. La casa editrice fiorentina ha visto scagliarsi contro di lei il moloch dell’intellighenzia antifascista. Un tentativo goffo di mettere alla berlina l’editore toscano capace di generare una pubblicità senza precedenti. Per questo abbiamo incontrato Marco Scatarzi, il deus ex machina di “Passaggio al Bosco”, mentre le luci della fiera spengono il loro fragore.

Con lui ci siamo addentrati in questi cinque giorni di passione.

Scatarzi, la prima volta a “Più libri più liberi” non si scorda mai...

«Pensi che abbiamo fatto domanda per sei anni di fila, ma è sempre stata scartata. Anche quest’anno non dovevamo partecipare, ma a settembre siamo stati ripescati».

Come mai?