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A sinistra si cerca di nascondere la polvere sotto al tappeto sul caso di Passaggio al Bosco, la casa editrice contestata nelle ultime ore per aver promosso saggi di ispirazione fascista o addirittura nazista alla fiera di libri

Una censura verso idee di estrema destra ma sempre di censura si parla. A sinistra si cerca di nascondere la polvere sotto al tappeto sul caso di "Passaggio al Bosco", la casa editrice contestata nelle ultime ore per aver promosso saggi di ispirazione fascista o addirittura nazista alla fiera di libri più famosa d’Italia. Le teorie non si sprecano e, solo ieri sera, a Quarta Repubblica, il programma di approfondimento politico condotto da Nicola Porro, un ospite molto apprezzato dalla sinistra ha affermato che non si tratta di una censura.

La protagonista in questione è Ginevra Bompiani, scrittrice, editrice, traduttrice, saggista e accademica italiana. Ha esordito così: "Che il fascismo è un reato lo ha detto la nostra Costituzione. Non è un atto di censura perché la censura è impedire a qualcuno di parlare o pubblicare nel proprio paese, qui non è casa sua, perché è una fiera privata." Un modo per negare l’evidenza e nascondere l’ennesima censura. Nelle ultime ore la sinistra mediatica e non le ha provate tutte. Stand coperti per protesta con teloni e cartelli antifascisti. E poi i cori: “Fuori i fascisti da questa fiera” e “Ora e sempre Resistenza”. In questo modo un centinaio di case editrici ha voluto protestare alla fiera di Più Libri Più Liberi 2025 contro la contestata presenza della casa editrice Passaggio al Bosco.