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Donatella Di Cesare fa appello all'organizzazione di "Più libri e più liberi" che la casa editrice "Passaggio al Bosco" venga esclusa: "Non è censura ma coerenza"

L'8 dicembre apre a Roma la rassegna editoriale "Più libri più liberi", la Fiera nazionale della piccola e media editoria che, ogni anni, propone le novità del mercato delle piccole case editrici. Una rassegna che si svolge da anni e che, in nome della democrazia che dovrebbe governare il mondo della cultura, accoglie tutti. Eppure, la presenza della casa editrice "Passaggio al Bosco" sta creando qualche malumore tra i soliti radical-chic, tanto che la filosofa Donatella Di Cesare ora avanza l'ipotesi che la sua presenza debba essere annullata.

Di Cesare, che è stata candidata alle recenti elezioni per la Regione Calabria con Pasquale Tridico, ha scritto un lungo post nel quale esordisce chiedendosi "cosa facciamo delle case editrici che non si limitano a flirtare con il passato più buio, ma lo ripropongono nelle librerie sotto forma di discorsi fascisti, nostalgici dello squadrismo? Che cosa facciamo di cataloghi costruiti per riabilitare gli anni Venti, il manganello elevato a mito? Li lasciamo esporre placidamente alle fiere? Li accogliamo come se fossero parte del pluralismo culturale? Io direi di no".