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Ultimo aggiornamento: 14:31

“Secondo me fanno un errore, non è con sistemi di censura che si combattono le idee, per quanto pericolose siano.” Sono le parole pronunciate a Otto e mezzo (La7) dal filosofo Massimo Cacciari, a proposito delle polemiche relative alla fiera della piccola e media editoria, Più libri più liberi, che oggi apre i battenti in un clima di tensione per la presenza, tra gli editori ammessi, di Passaggio al Bosco, sigla fiorentina nata nell’orbita della “Destra identitaria”.

Contro la partecipazione della casa editrice si sono mobilitati storici, associazioni antifasciste e centinaia di scrittori, che nella lettera aperta del 2 dicembre parlano di un “pantheon nazifascista e antisemita” e chiedono all’AIE di revocare l’ammissione, evocando il precedente Altaforte del 2019.

Nel dibattito interviene Cacciari, rovesciando il punto di vista. Per il filosofo, concentrare l’attenzione sull’espositore controverso significa ignorare il terreno su cui si alimentano i fenomeni neofascisti: “La battaglia politica-culturale contro i fenomeni fascisti la fai nella scuola, studiando, all’università, discutendo, dialogando, la fai con una politica seria. Se crescono le forze di destra, anche fasciste, in Europa, non è colpa di una casa editrice che esponga o non esponga i suoi libri, è colpa di una cattiva, pessima politica europea“.